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I frutti della Pasqua: cinque incontri di lectio divina

QUARESIMA 2013

I FRUTTI DELLA PASQUA

Si respira in giro un’aria di stanchezza, del “già visto”, dello scontato, del ripiegamento sul quotidiano. Si vorrebbe educare a cogliere e promuovere la novità, l’apertura al nuovo: a vedere e favorire aspetti innovativi; la vita è in continuo cambiamento: perché non educare a cogliere il giorno nel cuore della notte, l’adulto nel farsi del bambino, la pianta nella debolezza e piccolezza del seme?

Si tratta quindi di prestare attenzione alle nuove acquisizioni, ai nuovi orizzonti, alle nuove prospettive, alle esperienze nuove: ciò che di nuovo è o appare nelle nostre realtà o all’orizzonte.

Le Lectio di Quaresima di quest’anno saranno tenute da chi opera nel quotidiano per seminare segni di speranza.

15 febbraio: Lc 9, 12-17: il pane per cinquemila uomini, a cura degli Scout (don F. Gollinucci)

22 febbraio: 1Pt 5, 1-4: le guide della comunità, a cura della Caritas (don R. Pasetti)

1 marzo: Mt 20, 1-16 : i lavoratori nella vigna, a cura della Pastorale giovanile (don V. Muschi)

8 marzo: Lc 9, 28-36: la trasfigurazione, a cura della Comunità di Sant’Egidio (Angelo Occhioni)

15 marzo: Lc 24, 13-35: i discepoli di Emmaus, a cura della Cappella universitaria (don L. Gridelli)

La lectio si tiene al Centro Veritas, di venerdì, dalle 18.30 alle 19.30

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30 gennaio 2013: presentazione di: “Diritti in costruzione”

Mercoledì 30 gennaio alle ore 18.30, presso il Centro Veritas, in via Monte Cengio 2/1 a – Trieste,  presentazione del libro: “Diritti in costruzione. Presupposti per una definizione efficace dei livelli essenziali di assistenza sociale”, (ed. Bruno Mondadori – 2012). In collaborazione con Acli e Caritas. Partecipano: Emanuele Polizzi, Annalisa Gualdani , Alberto Remondini presidente del Jesuit Social Network (JSN), Erica Mastrociani e Marco Aliotta. Modera Carlo Beraldo (Commissione culturale Veritas e direttore IRSSeS).

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14

28 gennaio 2013: presentazione dei corsi del II semestre

I corsi del secondo semestre organizzati dal Centro Veritas  sono: “Commentari classici del Corano”, “I Profeti minori”, “Il Chassidismo”.

Il corso “Il Chassidismo” è tenuto da rav. Ariel Haddad, rabbino capo di Ljubljana e direttore del Museo ebraico Carlo e Vera Wagner di Trieste.

Il corso si propone di presentare il chassidismo in termini storici per poi addentrarsi nel pensiero religioso – mistico di questo movimento. Il termine chassidismo deriva dall’ebraico ḥăsīd, che significa pio. Questo movimento religioso ebraico a carattere mistico, è sorto in Polonia nella metà del sec. XVIII. Ne fu fondatore un umile maestro di scuola, Yisrael ben Eliëzer (1698-1760), conosciuto come Ba’al Shèm Tov (in sigla: Bèsht), letteralmente “possessore del buon nome”, non solo nel senso di uomo di buona fama in quanto taumaturgo, ma anche perché capace di intendere nel Nome (di Dio) tutta l’essenza. Il fondamento del chassidismo sta nella convinzione che Dio è presente in ogni manifestazione del creato e che non tanto lo studio né la rinunzia ai beni della vita possono avvicinare a Lui, quanto il servirlo con amore in spirito di semplicità e letizia.

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13

13 gennaio 2013: viaggio culturale a Venezia

VIAGGIO CULTURALE A VENEZIA

Le ultime due lezioni del corso di: “Introduzione alla conoscenza dell’ebraismo” tenuto dal docente Davide Casali, consistono nella partecipazione per gli iscritti al viaggio culturale a Venezia di domenica 13 gennaio 2013.

Perché questo viaggio a Venezia? Lo abbiamo chiesto a Davide:

“Le lezioni che ho tenuto al Centro Veritas ci hanno portato  alla fine della prima tappa di questo nostro viaggio nell’ebraismo di base. Abbiamo affrontato dei bellissimi argomenti che ci hanno appassionato come la preghiera, lo Shabbat, la cucina ebraica, i precetti, il Talmud, la kasherut, le regole per la preparazione del vino kasher ecc. Ma questa non è che una introduzione generale sull’ebraismo che abbiamo affrontato con la consapevolezza che bisogna andare ancora più a fondo. L’occasione di andare a Venezia ci permetterà di parlare e di vedere l’ebraismo a livello internazionale essendo Venezia una città piena di turismo  e di antica tradizione ebraica /europea.

Spero che questo viaggio sia per voi uno stimolo per avvicinarsi ancora di più al grande mondo dell’ebraismo e che vi permetterà di vedere delle cose difficili da trovare sui libri. Vi aspetto quindi a Venezia il 13 gennaio. Shalom” (Davide Casali)

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7 e 14 gennaio 2013: Filosofie ed ebraismo

Il corso: “Introduzione alla conoscenza dell’ebraismo” si conclude in gennaio con due lezioni, dedicate al tema: “Filosofie ed ebraismo”, tenute dal filosofo Roberto Degrassi.

Le due lezioni (il 7 e il 14 gennaio 2013) hanno luogo presso il Centro Veritas dalle ore 18.30 alle ore 20.00.

Questi incontri propongono ai partecipanti di seguire i percorsi teorici di alcuni pensatori di origine e cultura ebraica, al fine di riconoscere la presenza e consistenza di quei concetti che contribuirebbero a costituire le specificità di un’eventuale “filosofia ebraica”. Si porrà l’accento su quei concetti che, almeno a un livello preliminare, possono apparire necessari o essenziali per caratterizzare un ipotetico “carattere ebraico” di certi filosofi, praticanti o meno, e del loro pensiero. Nell’ambito di questa ipotesi di lavoro la scelta si è portata volutamente su E. Husserl, il fondatore della filosofia fenomenologica, ebreo non praticante, su M. Horkheimer e T. W. Adorno, ebrei per formazione culturale, e infine su E. Levinas, ebreo praticante sul piano personale, spirituale e teorico. Sarà comunque impossibile prescindere dall’emergenza, magari indiretta, di S. Freud, il fondatore “laico” di una delle scienze più espressive dell’ebraismo.

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11

Natale 2012

Natale 2012

Care amiche e cari amici del Centro Veritas,

vi sarà certamente noto che la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia si trova costretta a  tagliare i contributi al settore culturale per il prossimo anno e di conseguenza il nostro Centro dovrà necessariamente prenderne atto adottando le opportune contromisure. Non possiamo pertanto fare affidamento, come per gli anni passati, sul contributo regionale che finora ha potuto permettere di proporci con varie iniziative riscontrando lusinghieri apprezzamenti da parte di coloro che conoscono e frequentano il Veritas. A confronto del contributo ricevuto per l’anno corrente  di € 30.000, l’attuale previsione del dimezzamento dei fondi (e forse anche di più) rivolta al mondo delle associazioni culturali per gli anni venturi  espressa, attraverso i media, dagli organi regionali competenti, conduce a più di qualche riflessione.

Riteniamo, confidando che lo riteniate anche Voi,  che le iniziative del Veritas meritino continuità in futuro ed in tal senso dovremmo farcene carico con l’apporto economico che ciascuno di noi può e potrà dare.  Come sapete finora non  abbiamo mai sollecitato nessuno a contribuire perché ce l’abbiamo sempre fatta con i contributi pubblici e con l’impegno di tante persone volontarie. Ci dispiace doverlo fare proprio ora, che la crisi economica rende a ciascuno più difficile far quadrare i propri conti. Ma dal prossimo anno, perdurando l’attuale nota situazione di crisi, le elargizioni provenienti dai privati dovrebbero assumere una significativa rilevanza fra le fonti di finanziamento delle attività del Centro.

Pertanto vi saremo grati se vorrete contribuire con una certa regolarità a finanziare le spese generali dell’Associazione  che ammontano a circa 20.000 euro annue. Per quanto riguarda gli interventi dei relatori delle conferenze e dei docenti dei corsi (finora pagati con i soldi della Regione) siamo orientati a  dare un compenso simbolico. A posteriori vi daremo conto delle nostre spese pubblicando il nostro bilancio in un apposito spazio all’interno del Centro.

Le elargizioni possono essere effettuate direttamente presso la segreteria del Centro o con bonifico sul conto corrente bancario intestato a:

Centro Culturale Veritas

Banca FriulAdriaCrédit Agricole, Filiale n. 172 di via Giulia, 9 – Trieste

IBAN (europee): IT31H0533602201000040032086

CIN: H

ABI: 05336

CAB: 02201

Conto corrente: 40032086

Vi ringraziamo per l’attenzione e la generosità che vorrete dimostrarci e vi auguriamo un Santo Natale!

Il direttore del Centro Culturale Veritas

p. Mario Vit SI

 

dic
10

16 dicembre 2012: Natale con la comunità greco orientale

Come nostra consuetudine, ogni anno festeggiamo il Natale con una comunità cristiana presente nel territorio.

Domenica 16 dicembre alle ore 15.00 festeggiamo il Natale con la comunità greco-orientale di Trieste.

Saranno presenti l’archimandrita padre Gregorio, il presidente della comunità Stelio Ritsos,  la maestra di ballo e altri componenti della comunità.

La comunità si presenterà e racconterà la propria storia, la propria cultura, le proprie tradizioni. Il ballo allieterà questi momenti di incontro.

Vi aspettiamo numerosi.

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16

7 – 14 – 21 dicembre 2012: Incontri di Lectio divina di Avvento

Incontri di lectio divina di Avvento su: “La Quaresima del Natale”

Quest’anno le lectio di Avvento sono affidate ai cristiani Ortodossi. Il 7 dicembre inizierà il parroco della comunità romena p. Eusebiu Negrea, il 14 continuerà il  p. Rasko Radovic, parroco della comunità serba, il 21 concluderà il ciclo p. Gregorio Miliaris, archimandrita della comunità greca. Riguarderanno rispettivamente il digiuno, la preghiera, la carità. La lectio viene fatta di venerdì dalle 18.30 alle 19.30.

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16

5.12.2012: La Chiesa e “i barbari”

Mercoledì 5 dicembre 2012, alle ore 18.30 presso il Centro Veritas, conferenza su: “La Chiesa e i “barbari” con Gian Paolo Gri, docente presso l’Università di Udine.

Quando si parla di inculturazione del Cristianesimo, si fa generalmente riferimento a tre grandi tradizioni culturali: l’ebraismo, il pensiero greco-ellenistico, il diritto romano. Pur essendo, con tutta evidenza, eredità fondamentali per la comprensione della religione cristiana, esse non esauriscono la ricchezza di apporti che, in un lungo processo storico, hanno contribuito alla costruzione delle dottrine, dei riti, dell’organizzazione ecclesiale, delle pratiche religiose cristiane.

Nel libro “L’Europa dei barbari. Le culture tribali di fronte alla cultura romano-cristiana” Karol Modzelewski afferma che l’Europa medievale e moderna nasce non soltanto dall’eredità mediterranea e cristiana, ma da potenti radici barbariche. Analoghe considerazioni sono espresse nella presentazione della mostra “Roma e i Barbari, la nascita di un nuovo mondo”, realizzata a Venezia nel 2008: “è un peccato che ragionando sulle proprie radici l’Europa ricordi solo il contributo greco e giudaico-cristiano, dimenticando le proprie origini barbare, così potenti e determinanti”.

Sia la cultura occidentale sia la religione cristiana sono quindi il frutto di un complesso processo di meticciamento fra culture diverse, che, nonostante fasi di scontro, riuscirono a trovare forme di integrazione e di sintesi, non aliene da caratteristiche di sincretismo religioso, ancora visibile in riti e tradizioni popolari. Molti studi mettono in evidenza il substrato pre-cristiano di riti e feste, quali, ad esempio, Ognissanti, il giorno dei morti, la Candelora. L’influenza dei barbari è peraltro evidente anche nell’architettura e nell’iconografia del medioevo cristiano.

Oggi, nel villaggio planetario multi-culturale e multi-religioso, il termine nuovi barbari viene utilizzato provocatoriamente per designare coloro che appaiono estranei e dirompenti rispetto alle categorie culturali legittimate da una lunga tradizione, coloro che, incarnando nuovi modelli antropologici e concettuali, evidenziano ormai il tramonto della modernità e, con essa, come alcuni temono, della stessa cultura occidentale e del Dio unico che ne ha modellato il linguaggio.

Il rapporto fra la Chiesa e i barbari costituirà il tema dell’intervento del prof. Gianpaolo Gri, ordinario di antropologia culturale all’Università di Udine, che si è occupato di molteplici campi d’indagine, fra cui la storia e la cultura friulana, il complesso rapporto fra tradizione e modernità, l’identità e il concetto di confine. Nel mese di dicembre di due anni fa, ha proposto una riflessione su Vita responsabile nell’ambito del ciclo dei mercoledì La vita e le vite: i nodi. (Gabriella Burba)

Il prof. Gian Paolo Gri ha affrontato il 5 dicembre un tema di grande ampiezza e complessità, coniugando dati storici e categorie interpretative dell’antropologia culturale, prospettive di dimensione europea e locale, passato e contemporaneità. La ricchezza della riflessione proposta, con ampio corredo di eventi, date, osservazioni etnografiche, impone una sintesi focalizzata sull’approccio adottato piuttosto che sulla ricostruzione storica. Già il termine “barbari”, non a caso inserito fra virgolette, richiede un’analisi atta a svelarne l’ambiguità, l’indeterminatezza, la funzione di stereotipo. È infatti una categoria sia storica che metastorica, che, se svuotata da negativi giudizi di valore, indica semplicemente lo straniero, il diverso, fino a comprendere, in chiave psicoanalitica, il “barbaro” che sta in ognuno di noi. Paolo, che parlava nell’Areopago di Atene, certamente agli “indigeni” appariva un “barbaro”. Peraltro anche termini apparentemente meno generici come Celti, Unni, Longobardi, Slavi, che noi correntemente utilizziamo per distinguere i vari popoli barbari, sono etichette che nascondono una grande complessità ed eterogeneità, non tenendo conto del continuo rimodellamento indotto dai reciproci scambi fra le culture. Accanto a cambiamenti e meticciamenti, ci sono però anche tendenze di lunga durata che persistono spesso in modo sotterraneo, con lasciti barbarici di cui non siamo consapevoli. Nei tempi lunghi della storia, alcune questioni di fondo sembrano ricorrere, pur con diversi termini: se i primi secoli del cristianesimo propongono il rapporto con i barbari (peraltro già in gran parte cristianizzati tramite l’arianesimo), mille anni dopo, agli albori del moderno, un confronto analogo avviene con i primitivi, altra categoria su cui esercitare sorveglianza critica. E oggi, mutatis mutandis, assistiamo ad una nuova crisi dell’area mediterranea con la perdita di centralità delle istituzioni religiose tradizionali e rinnovate forme di sincretismo. Si ripresentano antiche paure e contrapposizioni fra noi e loro. Barbari, primitivi, diversi non solo vengono percepiti come nemici, distruttori della civiltà, ma anche come esseri sub-umani. Emblematiche le leggende su Attila, rappresentato come mezzo uomo e mezzo cane, mostro cannibale. Le fonti storiche di cui disponiamo sono state scritte da esponenti della cultura latina e cristiana, con uno sguardo molto unilaterale, mentre la realtà era allora, come oggi, complessa e intricata e il modello a scacchiera o a mosaico, che tendiamo ad adottare per suddividere popoli, lingue e culture, non è idoneo a comprendere l’ambivalenza di confini, che erano e sono contemporaneamente luoghi di scambi e di reciproche contaminazioni. Situazione questa molto evidente nella storia delle nostre terre, dove si rilevano ancora tracce di tradizioni di lunga durata risalenti a un passato antico: i benandanti, che rinviano alle strutture sciamaniche dell’Eurasia, San Nicolò e i krampus, cristianizzazione di antichi riti pagani. Se nel confronto fra barbari e civiltà per lungo tempo ha prevalso l’ideologia, oggi è diffuso invece il folklore di consumo, che ha commercializzato San Nicola trasformandolo in Babbo Natale e la festa di Ognissanti (all hallows) in Halloween: ma, a sua volta, com’è successo anche per il Natale e altre feste, Ognissanti era stata sovrapposta dalla Chiesa ad una precedente e antichissima celebrazione celtica, coincidente con il passaggio alla stagione fredda, momento in cui i morti tornavano a comunicare con i vivi.

Il filo conduttore di una relazione articolata e complessa mi sembra si possa trarre dalle parole conclusive di una pubblicazione del prof. Gri: “Con più saggezza, i testi orali ci dicono che il confine fra il Bene e il Male non può essere sovrapposto a quello che divide Noi dagli Altri; ci dicono che l’espulsione che il Concilio (di Trento) avrebbe voluto non è mai possibile in termini radicali; che creare una frontiera invalicabile, difesa da un corpo scelto ed esclusivo di sentinelle, non solo è illusorio, ma non è neppure conveniente; ci dice che l’arte del ben confinare consiste non nel chiudere le porte, ma nel tenerle socchiuse.(Gabriella Burba)

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29

21.11.2012: “Alexandria mater. L’inculturazione del messaggio cristiano nella filosofia greca”

Mercoledì 21 novembre, alle ore 18.30 presso il Centro Veritas, in via Monte Cengio 2/1 a – Trieste, conferenza su: “Alexandria mater. L’inculturazione del messaggio cristiano nella filosofia greca”, con Maria Grazia Crepaldi, docente di storia della filosofia tardo antica all’Università di Padova.

“Le cosiddette “radici cristiane” dell’Occidente, a cui oggi da più parti ci si richiama come carattere costitutivo dell’identità dell’Europa (identità intesa spesso in modo univoco ed escludente), affondano nell’annuncio di un Dio “straniero” quale è quello proposto ai filosofi ateniesi da Paolo di Tarso. La mediazione culturale del messaggio cristiano nelle categorie del platonismo tardo-antico (che ha la sua sede eminente ad Alessandria), neutralizzando la pesantezza della corporeità assunta dal Dio cristiano in Gesù, ha finito con l’annullarne l’inquietante alterità rispetto al Principio metafisico. Ricordare l’originaria duplicità (quella di Atene e Gerusalemme) di cui le radici dell’Occidente sono portatrici può servire oggi a meglio comprendere lo straniero che è in noi e fuori di noi” (Maria Grazia Crepaldi).

Riportiamo il testo della conferenza della prof.ssa Maria Grazia Crepaldi.

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