28 gennaio 2013: presentazione dei corsi del II semestre
I corsi del secondo semestre organizzati dal Centro Veritas sono: “Commentari classici del Corano”, “I Profeti minori”, “Il Chassidismo”.
Il corso “Il Chassidismo” è tenuto da rav. Ariel Haddad, rabbino capo di Ljubljana e direttore del Museo ebraico Carlo e Vera Wagner di Trieste.
Il corso si propone di presentare il chassidismo in termini storici per poi addentrarsi nel pensiero religioso – mistico di questo movimento. Il termine chassidismo deriva dall’ebraico ḥăsīd, che significa pio. Questo movimento religioso ebraico a carattere mistico, è sorto in Polonia nella metà del sec. XVIII. Ne fu fondatore un umile maestro di scuola, Yisrael ben Eliëzer (1698-1760), conosciuto come Ba’al Shèm Tov (in sigla: Bèsht), letteralmente “possessore del buon nome”, non solo nel senso di uomo di buona fama in quanto taumaturgo, ma anche perché capace di intendere nel Nome (di Dio) tutta l’essenza. Il fondamento del chassidismo sta nella convinzione che Dio è presente in ogni manifestazione del creato e che non tanto lo studio né la rinunzia ai beni della vita possono avvicinare a Lui, quanto il servirlo con amore in spirito di semplicità e letizia.
Il Chassidismo ha dato grande impulso al misticismo ebraico, abbracciando ed unificando le varie differenti discipline filosofiche e mistiche nella tradizione della Kabbalah (ossia l’interpretazione mistico-esoterica degli episodi narrati nella Bibbia).
Rav. Haddad negli anni precedenti ha affrontato lo studio interpretativo dei primi due libri della Torah: Bereshit (Genesi) e Shemot (Esodo); quest’anno comincerà lo studio interpretativo mistico –esoterico della Torah.
Durante il corso i brani tratti dalla Torà saranno letti e interpretati non secondo un approccio filologico, ma secondo l’approccio del PARDÈS (che in ebraico significa giardino).
Il termine pardès è un acronimo di altre quattro parole che indicano:
1. l’interpretazione letterale
2. l’interpretazione allegorica
3. l’interpretazione omiletica
4. l’interpretazione mistica, cabalistica
Come un giardino accoglie diverse piante, così l’interpretazione del testo biblico deve accogliere i diversi livelli, i quali livelli si intrecciano l’uno con l’altro.
Ecco che molte interpretazioni letterali utilizzano il livello omiletico o allegorico per interpretare alcuni passi oscuri, così come le interpretazioni mistiche si agganciano spesso all’interpretazione letterale, perché certi passi sembrano oscuri e non lo sono.
Lo scopo del corso è quindi una lettura del testo biblico che si avvale in particolare modo del quarto livello interpretativo (quello mistico-cabalistico).
Il testo biblico sarà letto in originale ebraico per poter comprenderne meglio il significato.
Il corso “I Profeti minori” sarà tenuto da don Antonio Bortuzzo.
In questo corso saranno proposti alla lettura e alla riflessione passi dal libro dei “Profeti Minori”.
Il primo incontro avrà carattere introduttivo. Nei successivi incontri verranno presi in esame un libro per volta (unica eccezione sarà il libretto di Abdia che sarà trattato nello stesso incontro dedicato a Naum), e le lezioni saranno così strutturate:
la prima parte sarà dedicata alla presentazione della figura del profeta, del suo tempo (laddove ciò risulta possibile) e del suo libro (struttura e contenuto).
La seconda parte sarà dedicata alla lettura di un brano cercando di coglierne il messaggio indirizzato ai contemporanei. Inoltre verranno prese in considerazione le riletture fatte nella stessa Bibbia e quindi dalla liturgia. Alla fine si tenterà di scoprire perché valga la pena di ascoltare ancora questi antichi vati!
I profeti saranno letti non nell’ordine canonico ma secondo l’ordine cronologico della loro vita (per quanto la datazione sia spesso problematica e discutibile).
Il terzo corso proposto, “Commentari classici del Corano”, sarà tenuto da Sergio Ahmad Ujcich, portavoce del Centro Culturale Islamico di Trieste e del Friuli Venezia Giulia.
Il corso verte sulla conoscenza dei commentari (tafsir) classici del Corano.
Il Corano è, per il musulmano, la parola di Dio espressa in lingua araba ed è il fondamento della conoscenza spirituale e della ritualità quotidiana.
Per leggere il Corano in maniera rituale e per comprendere ciò che esprime è necessario conoscere l’arabo, ma non è sufficiente la sola conoscenza della lingua, perché, mentre alcune espressioni sono di facile interpretazione, altre sono ellittiche, simboliche, sintetiche, metaforiche, rimandano a conoscenze non espresse in dettaglio nel testo. Inoltre è importante conoscere l’occasione che ha determinato la discesa dei versi coranici, in quale periodo sono stati rivelati.
Nei secoli si è formata una vera e propria scienza dell’interpretazione del Corano che ha individuato una serie di principi gerarchicamente ordinati cui fare riferimento nello sforzo interpretativo.
Il primo riferimento per cercare l’interpretazione del significato dei versi coranici è lo stesso Corano: si trova la spiegazione del significato di un verso in altri versi che trattano dello stesso argomento.
La seconda fonte di conoscenza sono le parole che il profeta Muhammad ha detto per spiegare alcune parti del libro sacro, detti che sono raccolti in ampie collezioni scientificamente compilate (Hadith).
La terza fonte è costituita dalle spiegazioni riportate dai Compagni del Profeta, anche queste raccolte nei volumi degli hadith.
La quarta fonte è costituita dai detti dei seguaci venuti dopo i Compagni del Profeta. Il quinto principio è costituito dalla conoscenza approfondita della lingua araba e delle sue regole.
Infine ci sono la deduzione e la deliberazione, che non sono contraddette dai precedenti principi, delle persone qualificate e autorizzate formalmente dopo un regolare percorso di formazione.
Durante la rivelazione del Corano furono relativamente scarsi i commenti di spiegazione anche grazie alla presenza illuminante dello stesso Profeta e alla purezza spirituale dei suoi Compagni.
Nei secoli sino ad oggi si sono susseguiti commentari più o meno ampi, con caratteri ora maggiormente legalistici, ora maggiormente linguistico grammaticali, ora maggiormente storiografici, ora con interpretazioni di carattere metafisico a seconda della predisposizione dell’autore.
Il corso si prefigge di presentare l’interpretazione dei commentatori classici leggendo dai testi l’esegesi di alcuni capitoli del Corano e mettendo in evidenza la ricchezza dei contenuti e la molteplicità dei livelli di comprensione. Poiché non ci sono traduzioni italiane dei tafsir, si farà ricorso a traduzioni in inglese o francese la cui bibliografia verrà presentata nel corso degli incontri.