Tutte le domande sono permesse
Il 17 dicembre 2013 è venuto a mancare il nostro caro padre Mario, dopo breve malattia che ci ha lasciati tutti sgomenti.
«Un ciclo di incontri sul vangelo di Marco… furono l’inizio di un dialogo sulla fede che era libero, franco, senza riserve, in cui tutte le domande erano permesse. Non sempre rispondeva. Diceva: “Permettimi di spostare il problema”. Gli dicevo che era inguaribilmente gesuita, ma aveva ragione. Le risposte, molte volte, è più utile cercarsele che trovarle preconfezionate. E non si spaventava neanche se qualche passaggio intermedio era un po’ acerbo (per non dire “eretico”): sapeva che c’era un cammino da compiere e che l’importante era cominciare a muoversi.
Mario non era perfetto, ma non ne era spaventato: “Il pavimento delle Sinagoghe — diceva con l’umorismo suo tipico — ha sempre una piastrella rossa, per ricordare che solo le cose di Dio sono perfette”. Mario era vero».
(dalla quarta di copertina del volume Tutte le domande sono permesse. Messaggi per padre Mario Vit)
Padre Vit — anzi: Mario, come amava farsi chiamare — è per me importantissimo. Se oggi sono prete, in fondo in fondo, lo devo a lui.
Il primo ricordo risale a quand’ero studente universitario a Padova, il primo o secondo anno di astronomia, ora non saprei dire. Un ciclo di incontri sul vangelo di Marco che furono l’inizio di un dialogo sulla fede che era libero, franco, senza riserve, in cui tutte le domande erano permesse. Non sempre rispondeva. Diceva: “Permettimi di spostare il problema”. Gli dicevo che era inguaribilmente gesuita, ma aveva ragione. Le risposte, molte volte, è più utile cercarsele che trovarle preconfezionate. E non si spaventava neanche se qualche passaggio intermedio era un po’ acerbo (per non dire “eretico”): sapeva che c’era un cammino da compiere e che l’importante era cominciare a muoversi.
Mi è stato vicino in passaggi difficili, ma poi le strade della vita (il lavoro, prima; il seminario, poi; il ministero, da ultimo) ci hanno separati.
Mario non era perfetto, ma non ne era spaventato: “Il pavimento delle Sinagoghe — diceva con l’umorismo suo tipico — ha sempre una piastrella rossa, per ricordare che solo le cose di Dio sono perfette”. Mario era vero. E di questo non potrò mai ringraziarlo abbastanza.
Ora mi sembra un po’ strano pensarlo di fronte al Signore, proprio lui che amava ricordare che Israele significa lottare con Dio, e mi viene da domandarmi cosa stia facendo, adesso che lo ha incontrato. Me lo immagino col suo mezzo sorriso che guarda con Lui a tutto quello che è passato, finalmente capendone il senso “come quando si getta uno sguardo nello specchietto retrovisore e ci si rende conto della strada percorsa”, finalmente pienamente sereno.
Il Signore — che tanto ha inseguito sulle strade della vita — sia per lui ricompensa, per noi consolazione fino a quando potremo riabbracciarlo nel giorno che non ha tramonto.
Grazie. (Angelo Pagan Vicario generale di Venezia, 22/01/2014)
(Testimonianza tratta dal volume Tutte le domande sono permesse. Messaggi per padre Mario Vit)
Il volume è in distribuzione presso il Centro Culturale Veritas. Chi lo desidera, può venire a ritirarlo al Centro Veritas in orario di segreteria (da lunedì a venerdì: 8.30-12.30)