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28/05/2015 Presentazione del libro: “Chiesa anno zero. Una rivoluzione chiamata Francesco”

Autore // veritas
Postato il // 26 mag 2014

Mercoledì 28 maggio, alle ore 18.30 presso il Centro Veritas, presentazione del libro di Gianni Di Santo: “Chiesa Anno zero. Una rivoluzione chiamata Francesco“. Modera l’incontro Francesco Crosilla, vicepresidente del Centro Veritas. È presente l’Autore.

Gianni Di Santo, giornalista, saggista e blogger, si occupa di informazione religiosa. Lavora per il mensile Segno nel mondo e collabora con diverse testate e portali web nazionali. Ha curato gli ultimi due libri di don Andrea Gallo editi per Piemme(Come un cane in Chiesa. Il Vangelo respira solo nelle strade e Sopra ogni cosa. Il Vangelo laico secondo Fabrizio De Andrè nel testamento di un profeta) e ha pubblicato, tra l’altro,A tavola con Dio (Ave, 2007), Carlo Carretto, il profeta di Spello (Edizioni San Paolo, 2010),Il conto dell’Ultima Cena con MoniOvadia(Einaudi Stile libero, 2010) e La messa non è finita. Il Vangelo scomodo di don Tonino Bello (Rizzoli, 2012). È autore, con Alessandro Barban, de il Vento soffia dove vuole. Un monaco racconta (Rubbettino, 2014) e di Chiesa anno zero. Una rivoluzione chiamata Francesco (San Paolo, 2014). Cura un blog, www.suonoesilenzio.blogspot.it, tra Chiesa, politica, società e cultura.

“Da quel 13 marzo del 2013 nulla è come prima. La Chiesa universale è come attraversata da un vento che spazza via antiche sicurezze e porta nuova aria fresca. La rivoluzione chiamata Francesco stupisce i cuori del popolo dei fedeli e accarezza quello dei lontani. Non si tratta solo di cambiare lo Ior e la curia romana. C’è molto di più. A cambiare, o forse a essere ancora più fedele alla “buona notizia”, è l’essenza stessa della Chiesa. Lo sanno le Chiese sorelle, ormai sulla traccia di un dialogo ecumenico che con Francesco ha ripreso vigore e forza. Lo sanno le donne, non più messe ai margini dell’attività pastorale e missionaria.
Lo sanno i preti, che dovranno giocoforza riconsiderare il modo di essere servi del Cristo agli occhi degli uomini. Lo sanno vescovi e cardinali, scesi dai loro abiti d’oro e d’argento e costretti a scegliere il pastorale di legno.
Lo sanno i tanti cristiani sparsi nelle aree più difficili di un pianeta dove il cristianesimo è deriso e messo ai margini. A rischio del martirio”. (Tiziana Melloni)

 

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