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16/04/2014 Presentazione libro: “Compagni di strada. In cammino nella Chiesa della speranza”

Autore // veritas
Postato il // 27 mar 2014

Presentazione del libro di Pierluigi Di Piazza: “Compagni di strada. In cammino nella Chiesa della speranza” che si terrà presso il Centro Veritas, in via Monte Cengio 2/1 a – Trieste, mercoledì 16 aprile 2014 alle ore 18.30 con la presenza dell’autore.

Intervengono il prof. Gianfranco Sinagra e don Mario Vatta.

“Ad accomunare le persone che incontriamo in questo libro sono l’etica del bene comune, la giustizia, l’uguaglianza, la pace, la solidarietà, la libertà di coscienza, l’obiettivo di una politica rinnovata al servizio delle persone e della comunità. Sono personalità innovatrici, a tratti eroiche o rivoluzionarie come don Tonino Bello, don Puglisi e Oscar Romero; sono compagni di strada di Pierluigi Di Piazza che, come lui, si sono battuti appassionatamente per costruire una Chiesa povera e socialmente impegnata.Sono uomini e donne noti ma anche persone comuni come gli immigrati del Centro Balducci e persone estranee alla Chiesa come Margherita Hack e il Dalai Lama. Da uomo, prete e animatore culturale, Di Piazza intreccia le loro e la sua storia intorno ai temi più controversi dell’essere oggi cristiani e a quelli che uniscono le donne e gli uomini di buona volontà”.

 Cliccare per vedere la locandina: 16.04.2014 LOCANDINA Di Piazza

Articolo

È stato presentato mercoledì 16 aprile, di fronte ad una numerosa platea, l’ultimo libro di don Pierluigi Di Piazza “Compagni di strada”, edito da Laterza. Al tavolo del “Veritas” erano presenti, oltre all’autore, il cardiologo prof. Gianfranco Sinagra e don Mario Vatta, fondatore della Comunità di San Martino al Campo.

A moderare l’incontro, la giornalista della Rai regionale Marinella Chirico, curatrice del volume “Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete” uscito nel 2012, che raccoglie i colloqui tra il sacerdote carnico e l’astrofisica Margherita Hack, scomparsa lo scorso anno a Trieste.

Margherita Hack èuna dei tanti “compagni di strada”di cui racconta don Di Piazza in questo suo ultimo libro, una raccolta di voci e riflessioni su uomini e donne, credenti e non, che hanno segnato la sua vita di uomo e sacerdote.

Marinella Chirico, nell’introdurre la serata, ha mostrato alcune foto di don Pierluigi Di Piazza e don Mario Vatta assieme a papa Francesco, ritratti in occasione della veglia con i familiari delle vittime di mafia, avvenuta il 21 marzo scorso presso la chiesa di San Gregorio VII a Roma, dove era presente anche don Luigi Ciotti, fondatore di “Libera”.

L’abbraccio di papa Francesco è stato per don Pierluigi e don Mario un segno forte della comunione del papa con i sacerdoti che sono in prima linea al fianco di chi è oppresso, di chi soffre, di chi subisce violenza ed ingiustizia.

Pierluigi Di Piazza ha esordito ringraziando il Centro Veritas per l’ospitalità e ricordando con gratitudine padre Mario Vit, di cui ha evidenziato l’impegno di sacerdote e gesuita nell’accoglienza umana e spirituale: “Uomo di relazione non senza tribolazione, riferimento importante per il dialogo tra le religioni”.

Poi, entrando nel vivo del libro, Di Piazza ha spiegato che per lui “scrivere è un modo per continuare l’incontro con l’altro; per riesprimere ciò che ho ricevuto”. Il libro è “sottodimensionato rispetto a tutte le persone che ho conosciuto”.

Cercare di capire le storie senza giudicare: per Di Piazza è questo il modo per entrare in relazione con l’altro; diversamente spesso la Chiesa “giudica senza cercare di comprendere”.

Uno dei passaggi chiave del libro è proprio quello in cui Pierluigi Di Piazza riporta, non senza dolore, un’osservazione che gli viene mossa, quella di essere un prete “di scarsa spiritualità”.

“Frasi di questo genere – ha osservato don Mario Vatta nel suo intervento – scarnificano il nostro operare al servizio di chi è nel disagio. Definire un sacerdote come poco spirituale è un modo indiretto per dire che è “fuori”, ai margini. Abbiamo molto bisogno, invece, di essere sostenuti, di avere dei compagni di strada”.

I primi compagni “sono la povera gente, che condivide con noi il dolore. Quel dolore diventa il nostro dolore. Se non avessimo un sostegno nell’uomo di Nazaret, saremmo in grande difficoltà”

Don Mario Vatta, ha poi raccontato con leggerezza e profondità allo stesso tempo la speciale vocazione a camminare con gli ultimi: la Stazione Centrale di Trieste è il suo “luogo di lavoro” e per questo si ritrova spesso a pregare nella cappellina. “Occorre abbattere le barriere per poter veramente avvicinare l’altro. Io incontro persone che spesso si presentano dure ed aggressive e suppongo che dietro ci siano storie di sofferenza”.

L’incontro col papa, il suo abbraccio, lo hanno colpito ed emozionato. Ha descritto Francesco come persona semplice, “uno di noi”. Non senza scherzare sulle sue trepidazioni prima dell’incontro, non ultima quella di dover indossare una giacca.

Riallacciandosi al tema del coraggio di vivere la fede sulle strade, che emerge dalle pagine del libro, il professor Sinagra ha evidenziato come in don Pierluigi “il dubbio è fonte di energia e non di incertezza”. Nell’attraversare la complessità delle situazioni incontrate, il sacerdote trova il senso della vita proprio nella relazione: “l’amore è la forza della vita. Forza preziosa ma anche fragile”.

Gianfranco Sinagra, di origini siciliane, ha poi raccontato la sua straordinaria esperienza di allievo di don Peppino Diana, suo insegnante di religione al liceo. Don Diana è un altro dei “compagni di strada” descritti nel libro, un uomo ed un sacerdote che, come i gesuiti uccisi in Salvador, non ha esitato a sacrificare la sua vita per la giustizia.

“Il prete è un uomo mangiato”ha detto don Mario Vatta; e don Pierluigi Di Piazza ha concluso citando Hans Küng: “La nostra vita può trovare accoglienza in Dio in ogni circostanza”. (Tiziana Melloni)

 

 

 

 

 

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