18/05/2014: GIORNATA IN MEMORIA DI PADRE MARIO
GIORNATA IN MEMORIA DI PADRE MARIO
Accogliendo la richiesta di molti amici, la Commissione Culturale del Veritas ha programmato una giornata di condivisione di memorie di padre Mario, verso il quale tutti nutriamo un forte sentimento di gratitudine, in un legame che misteriosamente continua dopo la morte per l’affetto e la ricchezza di testimonianza vitale che ci ha donato.
La data prevista è domenica 18 maggio, con il seguente programma:
ore 10.00-13.00
Ritrovo presso il Centro Veritas
Introduzione a cura della Commissione Culturale
Testimonianze degli intervenuti su p. Mario
Ore 13.00
Pranzo a buffet
Ore 14.30-15.30
Continuazione delle testimonianze.
Ore 15.45
Celebrazione della S. Messa
Per organizzare la giornata vi chiediamo di:
- comunicare via mail la vostra adesione alla segreteria del Veritas entro il 30 aprile, specificando il numero delle persone che interverranno, al fine di verificare la disponibilità degli spazi e provvedere al pranzo, per cui sarà chiesto un piccolo contributo;
- comunicare se intendete proporre un ricordo di p. Mario e, in tal caso, inviarlo, sempre alla segreteria del Veritas, in forma scritta, in modo che si possano raccogliere e, poi, eventualmente pubblicare con il vostro consenso, le testimonianze. È necessario sapere in anticipo quante persone intendono proporre un loro ricordo per organizzare i tempi e permettere a tutti di intervenire.Vi aspettiamo e vi salutiamo con la citazione scelta da p. Mario per la conclusione del libro “L’ora complessa. Rapporto sull’insegnamento della religione cattolica nelle scuole del Triveneto” da lui scritto nel 1993 per l’Osservatorio Socio-Religioso Triveneto. Il libro reca in copertina l’immagine di un quadro di Ilex Beller: il melamed (maestro elementare) spiega ai giovani la Torah e il Talmud. La dedica è “A papà e mamma primi insegnanti di religione della mia vita.”“Scrive André Neher che ‘secondo l’esegesi rabbinica (Bereshit Rabba 9, 4) il mondo non è uscito di colpo dalla mano di Dio. Ventisei tentativi hanno preceduto la Genesi attuale, e tutti votati al fallimento. Il mondo dell’uomo è sorto dal seno caotico di questi frantumi anteriori, e a sua volta non possiede alcun marchio di garanzia: anch’esso è esposto al rischio del fallimento e del ritorno nel nulla. ‘Purché tenga!’ esclama Dio creando il mondo, e questo auspicio accompagna l’ulteriore storia del mondo e dell’umanità, sottolineando fin dal principio che tale storia è marcata dall’insicurezza radicale.”Il legame con le radici ebraiche e il dialogo fra le religioni e le diverse visioni del mondo erano fra i tratti costitutivi del pensiero di Mario, ma molti altri aspetti della sua complessa e ricca personalità emergeranno dalla condivisione delle nostre testimonianze.
GIORNATA DI RICORDO
Caro Mario,
mi rivolgo a te direttamente perché sei stato tu a convocarci, in momenti e luoghi diversi del lungo cammino dell’Esodo, per riunirci, in presenza o a distanza, fino al tuo ultimo compito terrestre, in questo Centro Veritas, che, come sempre, hai amato tanto, crocevia di tutti i percorsi e le relazioni precedentemente intrecciate, spazio e tempo di nuovi rapporti, altre sfide e anche tensioni e difficoltà, perché vivere il pluralismo, il dialogo, il confronto, in cui “tutte le domande sono permesse” non è certamente facile. E tu, che non hai mai camminato per strade facili e banali, percorrendo invece il crinale erto delle contraddizioni e degli interrogativi radicali, cercando, come dicevi, “anche tutte le ragioni per sostenere la tesi opposta”, lo sapevi bene, consapevole che questa scelta “vuol dire una fatica enorme”.
Domenica 18 maggio, in quelle stanze del Veritas, che per dieci anni sono state la tua casa e di cui, dopo la ristrutturazione, eri così orgoglioso, tu eri con noi, una presenza viva, autorevole e amata, occhi azzurri penetranti nell’intimo di una relazione autentica, e un sorriso, che condensava in un lampo i diversi aspetti di una personalità ricca e complessa, comprensione e ironia, profondità e leggerezza, fiducia e realismo.
Così ti abbiamo ricordato, non in un rito celebrativo, ma nella grata restituzione reciproca del dono che sei stato per le nostre vite, anzi di più, della parte di te che continua a vivere in ciascuno di noi.
Grazie alla tua ostinata fedeltà alle relazioni costruite nei diversi luoghi in cui eri stato chiamato a impegnarti, eravamo in tanti, provenienti dalle esperienze di Trento, Gorizia, Padova, paesi del Friuli terremotato, Valli del Natisone, oltre che, ovviamente, di Trieste. C’era la tua famiglia, rappresentata da più generazioni, c’erano anche i bambini, con cui stringevi sempre rapporti di speciale empatia, nella tua dimensione alternativa a quella dell’argomentazione, intessuta da colori e profumi di fiori e da trilli di canarini.
Fra mattina e pomeriggio, attraverso il video, che ci ha restituito immagini e parole della tua esperienza al Veritas, e le testimonianze di molti amici, in cui le lacrime si sono alternate con i sorrisi, sono emersi aspetti diversi dei tuoi percorsi e delle tue relazioni, offrendo a tutti la possibilità di conoscere anche episodi della tua vita di cui non eravamo stati partecipi. Ognuno ha colto di te il lato specifico rivelato dalla verità della relazione: il tuo coinvolgimento con gli studenti di sociologia a Trento, nella temperie postconciliare delle Messe dialogate a San Francesco Saverio, la tua vicinanza alle persone colpite dal terremoto in Friuli, il tuo progetto per fare di Gorizia una città del dialogo sul confine come luogo di scambio, i tuoi legami con l’ebraismo e con Eretz Israel, il tuo rapporto da “Capitano” autorevole e, al contempo, amico con gli studenti dell’Antonianum, con cui amavi anche scherzare, il tuo impegno per fare del Veritas un centro di confronto aperto e di dialogo interculturale e interreligioso, in una città da sempre plurale come Trieste, il tuo amore per le Valli, di cui eri cittadino onorario, terra dove, alla fine, hai voluto tornare. E la tua sofferta, critica, ma tenace fedeltà alla Compagnia di Gesù e alla Chiesa.
Anche il pranzo è stato simbolo dell’eredità che ci hai lasciato, dello stile accogliente e conviviale, con cui hai voluto caratterizzare il Veritas. Non a caso ti piaceva citare la richiesta di Dio nell’Esodo: “Lascia partire il mio popolo, perché mi celebri una festa nel deserto!”
E una festa è stata, per noi tutti, questa riunione al Veritas, conclusa con la celebrazione della Messa nel romitorio che tu avevi destinato alla preghiera di un unico Dio con tanti nomi, che, come scriveva Erri De Luca, “Scelse di essere nominato in mille lingue perché non si esaurisse la ricerca.”
Fra continuità e discontinuità delle nostre vite individuali e collettive, nel percorso che tu ci hai indicato anche dopo averci fisicamente lasciati, ci guidano le virtù che tu hai incarnato e che sono riecheggiate nel ricordo e nel racconto di amici vicini e lontani: fedeltà, coraggio, perseveranza, accoglienza, coerenza, nella sintesi che tanto amavi dei “cuori pensanti”.
A Dio, Mario, che continui ad accompagnare il nostro cammino, ricordandoci che, se l’attuale creazione è sorta dai frantumi di 26 tentativi precedenti, anche noi non abbiamo mai il diritto di arrenderci, ma dobbiamo coltivare la speranza e il coraggio di essere creativi nell’insicurezza, con la gratitudine nel cuore perché “questo ci sarebbe bastato”. (Gabriella Burba)