Matteo Ricci: l’amicizia come stile missionario – Biografia -
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Matteo Ricci
Matteo Ricci nasce a Macerata il 6 ottobre 1552. Istruito dapprima in famiglia e poi nel collegio appena fondato in città dai gesuiti, per volere del padre a sedici anni si trasferisce a Roma, dove studia giurisprudenza alla Sapienza. Interrotti gli studi di legge, nel 1571 entra nel noviziato della Compagnia di Gesù. Successivamente si dedica a studi scientifici (in particolare astronomia, matematica, geografia e cosmologia sotto la guida di diversi maestri, tra i quali Christoph Clavius e Alessandro Valignano) e apprende a memoria i classici latini e greci.
Nel 1577 è destinato alle missioni d’Oriente. Trascorsi quattro anni in India, nel 1580 viene ordinato sacerdote. Il Visitatore delle missioni gesuitiche d’Oriente, Alessandro Valignano, lo invia a Macao in aiuto del p. Michele Ruggieri, che da tre anni cercava di entrare in Cina, fino ad allora inaccessibile agli stranieri. Valignano ordina a Ricci e Ruggieri di studiare il mandarino e i classici della letteratura cinese e di adeguarsi agli usi e alla mentalità del popolo. Pare questo l’unico metodo per diffondere il cristianesimo in una società orgogliosa delle proprie tradizioni e del tutto chiusa alle influenze straniere.
I due sacerdoti riescono a entrare in Cina nel settembre 1583 e si stabiliscono a Zhaoqing, dove vivono indossando il saio dei bonzi e con la barba e i capelli rasati. Qui traducono le principali preghiere cristiane, pubblicano un primo Catechismo e nel 1584 Ricci presenta al governatore Wang Pan la prima carta geografica di tutto il mondo in lingua cinese.
Ricci comprende ben presto che per poter operare liberamente in Cina è necessario incontrare l’imperatore. Decide di richiedere al papato un’ambasciata: Ruggieri si reca a Roma per convincere il Papa e i sovrani europei, ma inutilmente. Non farà più ritorno in Cina e a Ricci viene assegnato un nuovo compagno, lo spagnolo Antonio De Almeida. Con lui si stabilisce più a nord, a Shaozhou, dove conosce il primo grande amico e discepolo cinese, Qu Taisu, il quale ne diffonderà per tutto il Paese la fama.
Nel 1594 Ricci giunge a Nanchino, la «capitale del sud», da dove viene cacciato. A Nanchang, capitale della provincia del Jiangxi, è invece accolto favorevolmente e presenta a un parente dell’imperatore la sua prima opera in cinese, Dell’amicizia. Avendo compreso che «più si fa in Cina con libri che con parole», da quel momento fino alla morte Ricci non cessa di scrivere e pubblicare.
Nel 1598 arriva a Pechino, ma la abbandona subito poiché, a causa dell’invasione giapponese della Corea, vi si respira un pesante clima di guerra. Considerato il più grande matematico vivente e soprannominato Xitai (Maestro dell’Occidente), si stabilisce a Nanchino. Il 24 gennaio 1601 viene convocato a Pechino; l’imperatore Wanli, che pure non incontrerà mai, gli accorda la sua protezione personale, il titolo di mandarino e lo mantiene, con altri quattro compagni, a spese del pubblico erario. Ricci traduce opere scientifiche occidentali, pubblica scritti che sono considerati capolavori della letteratura cinese e offre all’Europa la prima descrizione attendibile della Cina. Si spegne l’11 maggio 1610 e viene sepolto a Pechino.