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6 – 13 – 20 dicembre 2013: incontri di Lectio Divina di Avvento

Autore // veritas
Postato il // 28 nov 2013

LECTIO DI AVVENTO 2013: L’ATTESA

Ogni anno il Centro Veritas organizza un ciclo di lectio per accompagnare i tempi dell’Avvento e della Quaresima.

La lectio divina è un atto di lettura meditata e orante della Parola di Dio e indica l’applicazione quotidiana alla Sacra Scrittura per meditarla, pregarla e metterla in pratica. Essa prevede quattro momenti: lectio, meditatio, oratio e contemplatio.

Il primo momento è la lettura del passo biblico, accolto come presenza reale di Dio che viene ed entra in relazione con noi.

Il secondo momento è la meditazione: la lectio divina cerca il volto del Signore, attraverso l’approfondimento del senso della pagina biblica, ed è importante per rispettare il testo e non “falsificare”la Parola di Dio. Nella meditazione si fa emergere il messaggio centrale del testo, o comunque un suo aspetto che in quel momento di preghiera si rivela “parlante”, “ci dice qualcosa”.

Con la preghiera, la parola uscita da Dio ritorna a Dio in forma di ringraziamento, lode, supplica, intercessione: la lectio divina si apre cioè al “colloquio tra Dio e l’uomo” e diviene familiare. È lo Spirito che guida questo momento, ma a ispirare la preghiera è anchela Parola di Dio ascoltata.

Il quarto momento, infine, è quello della contemplazione che indica la progressiva conformazione dello sguardo dell’uomo a quello divino, il quotidiano allenamento ad assumere lo sguardo di Dio su di noi e sulla realtà, la purificazione dello sguardo del cuore che arriva a discernere la terra, il mondo e gli uomini come dimora di Dio.

In particolare, attraverso la proposta delle lectio, il Centro Veritas propone a partire dalla Parola di Dio un “approfondimento di fede” del tema che informa gli incontri culturali calenderizzati nei mercoledì di tutto l’anno.

La programmazione dell’anno 2013/2014 è significativamente raccolta nel titolo dell’itinerario proposto “Oltre la crisi”, nel quale si vuole porre particolare enfasi a quel “oltre”, che apre ad un’ulteriorità e non fissa sguardi, menti e cuori nella crisi.

Secondo una tradizione che vede affidare la riflessione sulla Parola a fratelli e sorelle delle varie tradizioni ed esperienze cristiane, a realtà religiose, a gruppi ecclesiali e impegnati nel campo del recupero e della promozione sociale e culturale, le lectio dell’anno in corso saranno animate in Avvento da alcune donne appartenenti a diversi istituti di vita consacrata, e in Quaresima da alcuni esponenti di centri di recupero del disagio sociale, operanti sull’intera Regione.

In particolare, le lectio di Avvento, metteranno al centro il tema dell’ATTESA, lasciandola illuminare dalla Parola che ci parla dell’“oltre” realizzatosi nel divino dell’Incarnazione, per vivere e fare nostri gli atteggiamenti cantati dal poeta francese Pierre Emmanuel: “Signore, insegnaci / a consumare l’attesa, / per trarne / l’alba che ci attende”.

In questa prospettiva, le meditazioni proposte approfondiranno l’“oltre” la crisi e la – apparente? – perdita di significato delle comunità relazionali, della vita religiosa e culturale, del servizio e della missione, realtà abitate dal Dio fatto uomo che ha posto la sua dimora in mezzo a noi, come ci ricorda la celebrazione del Natale.

Le lectio di Avvento si svolgeranno di venerdì, dalle 18.30 alle 19.30 circa, presso la sede del Veritas in via monte Cengio e saranno inserite nella preghiera del vespro, secondo il calendario riportato di seguito:

6 dicembre, ore 18.30 – 19.30: Oltre la crisi della comunità relazionale (Suore Francescane Elisabettine)

13 dicembre, ore 18.30 – 19.30: Oltre la crisi della vita religiosa e culturale (Ordo Virginum)

20 dicembre, ore 18.30 – 19.30: Oltre la crisi della missione (Suore della Provvidenza)

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Sintesi degli incontri di Lectio divina di Avvento a cura di  Ilaria Arcidiacono stfe

Le settimane di Avvento sono state scandite anche quest’anno da un ciclo di lectio che ha voluto rileggere alla luce della Parola di Dio la crisi delle comunità relazionali, della vita religiosa e culturale, della missione apostolica.

Sullo sfondo una domanda: come coniugare il tema della crisi con l’atteggiamento dell’attesa e della speranza che caratterizzano l’Avvento. La chiave di lettura è stata ricercata nell’oltre che per noi cristiani si realizza nel divino dell’Incarnazione: viviamo l’attesa di qualcosa che già c’è e grazie al quale possiamo aprirci ad un’ulteriorità, non fissare sguardi e cuori nella crisi, ma affacciarci ad un’altra prospettiva, che è quella di un Dio che ha scelto di dimorare in mezzo a noi, di fare alleanza, di stringere relazioni.

La meditazione e la preghiera del primo incontro sono state ispirate dal capitolo 12 della Prima Lettera di san Paolo ai Corinzi, che ha consentito di riconoscere come la diversità non porta alla crisi, ma anzi è la condizione stessa per esistere, garantendo l’unità nella molteplicità, perché il fine delle differenze è che l’unione che si realizza nella cura e custodia reciproche. Questo è possibile nella valorizzazione dell’altro, valorizzazione che passa anche attraverso l’accoglienza e il saper portare i limiti e le fragilità delle persone che abitano le comunità nelle quali interagiamo, di qualsiasi comunità si tratti (familiare, professionale, ecclesiale, lavorativa, associativa,…). Per fare questo è necessario anche porre la relazione sotto il segno della gratuità e della gratitudine, dare tempo e ascolto all’altro, vivere la comunità come luogo del per-dono. Senza dimenticare un’esperienza fondamentale: la vita comune può reggersi sul Dio che si è manifestato con Cristo. Il terzo è elemento vitale sia nell’immagine di Dio che nella forma della comunità e di ogni relazione. Senza il terzo, la relazione può cadere nella fusionalità, nella violenza, nella confusione. E obbligarci alla stasi della crisi. Il terzo, il Cristo, il Signore mio e dell’altro, è colui che può ordinare le relazioni all’interno di una comunità. E consente di andare oltre la crisi.

Per superare la crisi, è necessario, inoltre, essere veri: è Gesù stesso che ce lo consente, come ci rivela anche il suo incontro con la Samaritana, narrato nel capitolo 4 (vv.1-42) del vangelo di Giovanni, pregato nella seconda lectio. È nell’incontro profondo, intimo con il Signore che la donna riesce a riscoprire la sua identità e a dare una risposta alla sua ricerca e alla sua crisi religiosa e culturale: dire chi è Dio. È interessante considerare che da qualsiasi presupposto religioso parta il suo interlocutore, Dio aggancia ed entra in relazione e offre l’acqua viva. Allora, intorno a noi ci può essere la più grande crisi, ma se dentro di noi c’è l’acqua viva che zampilla, ci rimangono i margini per abbandonare la brocca, cioè le nostre preoccupazioni e la sterilità di certi crisi, per scoprire la verità di sé, degli altri e il volto di un Dio che è Padre.

L’itinerario delle lectio si è significativamente concluso con l’annunciazione a Maria (Lc 1, 26-38) in cui Maria è stata contemplata nel suo graduale passare dal dubbio di fronte al mistero che si è compiuto per lei alla piena e fiduciosa consegna al Dono che realizza ogni attesa. È in questa disponibilità che sembra radicarsi la possibilità di superare la crisi della missione e del servizio: rimasta sola dopo l’annuncio dell’angelo, Maria sceglie di partire e condividere con la cugina Elisabetta l’esperienza del sapersi visitate dalla misericordia e dalla predilezione di Dio, un’esperienza che non va tenuta per sé ma si traduce in gesti di servizio e riconoscimento negli altri della presenza del Signore, Dio con noi.

 

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