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15 febbraio 2013: primo incontro di Lectio di Quaresima

Autore // veritas
Postato il // 15 feb 2013

QUARESIMA 2013

Incontro di lectio divina di Quaresima: I FRUTTI DELLA PASQUA

15 febbraio: Lc 9, 12-17: il pane per cinquemila uomini, a cura degli Scout (don F. Gollinucci)

Si è tenuta il 15 febbraio al Veritas la prima Lectio divina: Lc 9, 12-17 sul tema « Il pane per cinquemila uomini » a cura del Gruppo Scout e di don Fabio Gollinucci.

Fabio è entrato negli scout a 11 anni e ha seguito tutto il percorso nel gruppo TS2 “S. Caterina” dell’Associazione Scout d’Europa (FSE) fino a diventare capo nella branca esploratori. Ha lasciato questo incarico per entrare in seminario e poi da prete ha continuato saltuariamente a seguire i vari gruppi a Trieste. Al ritorno dall’esperienza missionaria in Kenya è stato chiamato per un servizio come Assistente nazionale della branca Scolte che ha svolto per due mandati, cioè per 6 anni.
Ora, come parroco a SS. Pietro e Paolo da più di un anno, si ritrova a contatto diretto con un gruppo molto attivo dell’AGESCI.

Il percorso scout è stato molto importante per la sua vita umana e di fede, lo ha aperto alla vocazione sacerdotale ed è tuttora un sostegno per il cammino di ogni giorno. Una volta scout, sempre scout!

Lucio Bernetti e Lisl Brandmayr hanno trascritto in due articoli le loro impressioni.


12Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: “Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta”. 13Gesù disse loro: “Voi stessi date loro da mangiare”. Ma essi risposero: “Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente”. 14C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: “Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa”. 15Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. 16Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. 17Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

12a – Il declino dell’uomo è strutturale (fisico – sociale – storico)
12b – Buio / Deserto / Fame / Impotenza (ad aiutare – servire – amare)
provocano nei discepoli una reazione di fuga dalla responsabilità (mancanza di
fiducia e paura)

13a – « Voi stessi date loro da mangiare» è il cuore del brano!

Questa parola va accolta a due livelli di profondità:

I) Gesù interviene con autorità (dice + agisce): invitandoli a provvedere loro stessi
al cibo per la folla è lui per primo che li sta alimentando del vero cibo (la sua Parola)
e del loro vero bisogno: la fiducia per crescere come figli/discepoli/apostoli.
II) L’invito di Gesù è di darsi come cibo, donarsi agli altri che hanno bisogno. Anche
in questo caso l’autorità di Gesù consiste nel fare lui per primo ciò che chiede ai
suoi. Il vertice del comandamento dell’amore consisterà nell’offrire tutto se stesso per
amore, ma già ora avviene nel delegare ai suoi (e a noi che ascoltiamo) la sua “potenza d’amore” e nel renderli coscienti di poter fare lo stesso in lui e con lui. (tre passi dello scoutismo: educazione, fiducia, servizo).

13b – La seconda reazione dei discepoli oscilla tra il non comprendere e il non voler
Icapire, rimanendo di fatto nella prospettiva commerciale del comprare/agire senza
profitto (perdere fa paura quando non si hanno le spalle coperte).
Ma Gesù aveva detto date e non lasciate che si arrangino da soli.

14 – Gesù è cosciente della loro poca fede e prende in mano la situazione, portandoli
con fiducia e pazienza da una situazione problematìca alla sovrabbondanza.

Possiamo scorgere tre atteggiamenti:

  1. Pedagogico: insegna facendo
  2. Profetico: pone un segno che però è già realtà (tutti mangiano)
  3. Pasquale: trasforma una situazione di bisogno/morte in trasmissione di vita.

E in questo modo di procedere sono i discepoli vengono formati a scoprire le
potenzialità di vita e di amore nascoste negli altri.

1l passaggio vitale è triplice:

  1. dalla mia fame alla sazietà di tutti
  2. dall’io che compro per gli altri al dono che sono per lor
  3. dal mi arrangio al con-divido

Ancora una testimonianza dello scoutismo. Il suo treppiede.1) La strada, così come è. 2) La comunità ( non si può fare da soli). 3) L’amore concreto (credo perché ho visto). (Lucio Bernetti)

***

In ascolto di ciò che lo Spirito suggerisce a chi si adopera a testimoniare la speranza nella vita quotidiana attraverso linguaggi ed esperienze nuove, che emergono nella coscienza del credente attento a cogliere i segni della Pasqua nel buio della notte della Quaresima, si è svolta la prima lectio tenuta da don Gollinucci, cappellano (?) di un gruppo dell’Agesci molto attivo nella sua parrocchia di S.Pietro e Paolo. Egli stesso scout, questo percorso formativo ha contribuito alla sua vocazione sacerdotale ed è tuttora un sostegno per il cammino di ogni giorno.
Il tema affrontato è tratto dal vangelo di Luca 9,vv. 12-17, la moltiplicazione dei pani. Invitati anche noi un po’ in disparte, come i discepoli,  a vivere la Parola” che si realizza ora in questa lectio”, don Gollinucci ci ha accompagnato nel percorso attraverso il quale Gesù guida i suoi discepoli, sottoposti come noi  ad una condizione di declino strutturale, che è fisico, sociale e storico.  Il buio, il deserto, la fame e l’impotenza provocano infatti in essi una reazione di fuga dalla responsabilità, per mancanza di fiducia e paura.  Questa condizione li porta a non comprendere e creare resistenza, rimanendo di  fatto nella prospettiva commerciale del comprare/agire senza profitto (perdere fa paura quando non si hanno le “spalle coperte”). Gesù è cosciente della loro poca fede e prende in mano la situazione, traendoli con fiducia e pazienza da una situazione problematica alla sovrabbondanza.

Nel comportamento di Gesù possiamo scorgere tre atteggiamenti: pedagogico (insegna facendo),profetico (ponendo un segno che però è già realtà: tutti mangiano),  pasquale (trasforma una situazione di bisogno/morte in moltiplicazione di vita). In questo modo di procedere i discepoli vengono formati a scoprire le potenzialità di vita e di amore nascoste in se stessi e negli altri. Il passaggio vitale è triplice:dalla mia fame alla sazietà di tutti, dall’ io che compro per gli altri al dono che sono per loro,  dal mi arrangio al con-divido.

Il cuore del brano sono le parole “voi stessi date loro da mangiare!”.  Sono parole che vengono accolte a due livelli di profondità: in primo luogo  Gesù interviene con autorità (dice + agisce): invitandoli a provvedere essi stessi al cibo per la folla, è lui per primo che li sta alimentando del vero cibo (la sua Parola),  facendo loro scoprire il loro vero bisogno: la fiducia di crescere come figli/discepoli/ apostoli. In secondo luogo l’invito di Gesù è di darsi come cibo, donarsi agli altri che hanno bisogno. Anche in questo caso l’autorità di Gesù consiste nel fare lui per primo ciò che chiede ai suoi. Il vertice del comandamento dell’amore consisterà nell’offrire tutto se stesso per amore, ma già ora avviene nel delegare ai suoi (e a noi che ascoltiamo) la sua “potenza d’amore” e renderli coscienti di poter fare lo stesso in lui e con lui. L’invito è di cambiare la mentalità dello scambio e del profitto alla mentalità del servizio e della gratuità.

Caratterizzante dello Scoutismo, conclude don Gollinucci, è il cosiddetto “treppiede”, formato dai  tre elementi:la strada, che significa accogliere ciascuno così com’è e saper parlare a tutti, la comunità, che ti insegna a condividere ed a scoprire che  - così facendo -avanza sempre e il servizio, l’amore concreto che dal “credere ti porta al vedere l’altro”.

La fine dello Scoutismo è una partenza. La fine, la Pasqua, è un inizio. Nel buio si scopre la novità, nuova forza di vita che  viene trasmessa.

La lectio si è conclusa con le  risonanze suscitate nei partecipanti e la preghiera finale. (Lisl Brandmayr)

 

 

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