ott
04

Crisi e modello di sviluppo: quali alternative?

Autore // veritas
Postato il // 04 ott 2011

L’incontro: “Crisi e modello di sviluppo: quali alternative?” inaugura il programma annuale del Veritas dal titolo “Le crisi contemporanee e i nuovi linguaggi della fede” attraverso il quale il Centro si propone di esplorare le possibilità che la fede ha di aprire nuovi orizzonti all’interno delle difficoltà che stanno attraversando l’economia, la società e la cultura. Una fede non vista come via di fuga e forza irrazionale, ma come sorgente di senso e di capacità di affrontare la realtà dei nostri tempi.
I contributi di Suor Galli e del prof. Pressacco potranno illuminare, sotto il profilo dell’inquadramento teorico e delle scelte operative, i problemi posti dalla crisi economica contemporanea e indicare alcuni possibili percorsi per attraversarla.

Giuliana Galli è suora di San Giuseppe Benedetto Cottolengo e Vice presidente della Compagnia San Paolo di Torino.
Ha preso i voti religiosi a soli 23 anni. Ha conseguito la Laurea in sociologia e frequentato un Master in Scienze del comportamento a Miami.
Ha gestito la comunità del Cottolengo di Torino.
Nel 2001, insieme con Francesca Vallarino Gancia, ha creato Mamre: una onlus che si occupa di integrazione e che ha come obiettivo la realizzazione di progetti – anche all’estero – a favore di persone in stato di bisogno, di qualsiasi età, cultura, credo religioso, nazionalità.
Nel 2008, all’età di 73 anni, è stata nominata dal sindaco di Torino quale componente del Consiglio di Amministrazione della Compagnia di San Paolo, principale azionista del colosso bancario Intesa Sanpaolo. Suor Giuliana si occupa di investire nel sociale gli utili che arrivano dal gruppo bancario.

Flavio Pressacco, 67 anni, udinese, è stato preside Facoltà di Economia di Udine dove, attualmente, è ordinario di Matematica finanziaria. Dal 2005 presiede il MedioCredito regionale del Friuli Venezia Giulia. Ha pubblicato una sessantina di articoli scientifici anche su riviste nazionali ed internazionali ed un testo dispensa di Introduzione alla matematica finanziaria (Forum edizioni – Udine).
Ex giocatore ed ex allenatore di basket, ha ricoperto la carica di dirigente in formazioni udinesi. Attualmente, è vice-presidente provinciale del comitato di Udine della Federazione Italiana Pallacanestro.
L’incontro si svolge venerdì 30 settembre, alle ore 18.30, presso il Centro Culturale Veritas di Trieste, in via Monte Cengio 2/1a.

Articolo di Alessandra Scarino
L’economista Pressacco e suor Giuliana Galli ospiti al Centro culturale Veritas
Nuovi stili di vita e di pensiero
per uscire dalla crisi finanziaria

È costume di molti economisti tradurre le proprie teorie e i propri modelli operativi in formule matematiche e tabelle statistiche non sempre accessibili ai non addetti ai lavori. Da questa impostazione trae origine uno dei tanti luoghi comuni relativi al mondo economico: le questioni finanziarie sono molto complesse e vanno lasciate agli specialisti; l’uomo comune può solo “subirle”, magari criticarle, ma raramente comprenderle o modificarle. L’economista Flavio Pressacco, invitato venerdì 30 settembre, assieme a Giuliana Galli, suora di San Giuseppe Cottolengo, a tenere presso il Centro culturale Veritas una conferenza sul tema “Crisi e modello di sviluppo: quali alternative?”, ha proposto invece un esempio di analisi economica semplice, immediata e trasparente. Il suo intervento infatti si è concentrato sulla disanima dei pregiudizi più diffusi in materia di economia e sulla proposta di nuovi e più agevoli modelli interpretativi. Non solo siamo abituati a pensare che il linguaggio economico debba essere per sua stessa natura un cifrario criptico in cui è meglio non addentrarsi, ma siamo anche intimamente persuasi dell’inconciliabilità tra efficienza ed equità. È dal ribaltamento di queste due prospettive che si deve ripartire per riconsiderare le problematiche economiche. L’edificazione di una scienza dell’economia semplificata e restituita al suo ruolo di sapere al servizio dell’uomo e dei suoi bisogni vitali, è bene che proceda di pari passo con la riscoperta del nesso tra i due fattori efficienza-equità: coltivando e rispettando le leggi della giusta ripartizione delle ricchezze, infatti, si crea una piattaforma stabile che funge da solido sostegno per un’economia sana ed efficace. Questi semplici ritocchi alla base sono soltanto piccoli esempi di un ben più vasto disegno di rinnovamento culturale ed antropologico necessario alla risoluzione della crisi economica: riavvicinamento della scienza economica alla vita concreta della gente, partecipazione diretta dei cittadini alla costruzione del bene comune, ricollocazione equa della ricchezza, diffusione di stili di condotta e di pensiero improntati alla sobrietà.
Ad un cambiamento dei paradigmi culturali e della condotta di vita si è appellata anche suor Giuliana Galli che, nel suo intervento, ha scagliato più di uno strale contro una diffusa rilassatezza dei costumi, accettata e perfettamente digerita dalla nostra cultura come un dato naturale dell’uomo e un inevitabile effetto del possesso del potere. Uscire dagli schemi di ragionamento promossi dalla nostra società superficiale, effimera e consumistica equivale a riscoprire il genuino valore e il vero significato di tante cose travisate, deprezzate o emarginate: la purezza della fede, frutto della naturale vocazione trascendente dell’uomo e non di un utopico bisogno di riscatto prodotto dall’indigenza; le risorse della promessa, garantite dal continuo dialogo tra parola ed azione (aspetto spesso dimenticato, specie da parte delle pubbliche autorità); la coscienza che la crisi economica non è l’implosione di un sistema chiuso in se stesso e separato, ma lo scaricarsi di una violenta tensione diffusa a tutti i livelli della nostra esistenza. Un pensiero limpido e pulito genera un parlare terso e chiaro cui segue un agire retto e conseguente. Noi cristiani troviamo il filo d’oro, che lega il pensiero, la parola e l’azione, nella nostra fede, nel modello di Cristo e del suo Vangelo alla cui mensa siamo invitati ad attingere il vino e il pane di una vita buona, bella e capace ogni giorno di rinnovarsi in tutte le sue espressioni.

×

Questo sito usa cookies tecnici e di terze parti. Chiudendo questo banner o interagendo con il sito si acconsente all'uso dei cookies. MAGGIORI INFORMAZIONI