Marco Politi “Joseph Ratzinger: crisi di un papato”
Venerdì 3 febbraio 2012 alle ore 18.30 presso il Centro Veritas in via Monte Cengio 2/1 a – Trieste, presentazione del libro di Marco Politi: “Joseph Ratzinger: crisi di un papato”. Partecipano alla Tavola rotonda: don Rinaldo Fabris e l’Autore.
Marco Politi ricostruisce questi anni di pontificato nel quale crisi ed errori di comunicazione sono stati ripetuti e tratteggia il profilo meno conosciuto di un papa impolitico. Un uomo sensibile, timido, caloroso e pieno di umorismo nel privato. Un uomo che crede a un cristianesimo ‘religione dell’amore’ e non come pacchetto di divieti. Un teologo e un intellettuale di statura.
Marco Politi, studioso del mondo cattolico e vaticanista, racconta il carattere tradizionalista del pontificato di Benedetto XVI a sei anni dal conclave in cui non doveva diventare papa.
L’ultimo libro di Marco Politi (Joseph Ratzinger. Crisi di un papato, Laterza, 2011) è un lavoro che suscita molti interrogativi e genera nel lettore una sana inquietudine.
Non si tratta di un prematuro bilancio storico dell’attuale papato, ma l’autore, già vaticanista di Repubblica e ora editorialista de Il Fatto Quotidiano, ci conduce, con uno stile di scrittura scorrevole, sempre preciso e documentato, ad affrontare alcuni dei maggiori nodi problematici oggi aperti nel governo della Chiesa Cattolica.
Lo fa attraverso la narrazione e la ricostruzione di vicende accadute dall’ascesa al soglio pontificio di Benedetto XVI. Ne indichiamo solo alcune, delle molte svolte dall’autore.
In una serie incalzante di capitoli Politi ci pone dapprima di fronte alle difficoltà del dialogo interreligioso con l’Islam, suscitate dal discorso di papa Ratzinger all’università di Regensburg (2006), nel quale l’infelice citazione di una frase dell’imperatore bizantino Manuele II Paleologo sul rapporto tra Islam e violenza, suscitò un’eco fortemente risentita anche fra la maggioranza mussulmana moderata, minando il rapporto faticosamente costruito nel ventennio precedente da Giovanni Paolo II.
Affrontando la questione dei tentativi di ricomposizione dello scisma lefevriano, l’autore sottolinea come la disponibilità, manifestata nella riaccoglienza dei tradizionalisti scismatici, sembra eccessivamente funzionale ai processi di restaurazione post conciliari, che tendono a sminuire la portata del Vaticano II.
Le dichiarazioni del papa sulla disfunzionalità del preservativo quale mezzo di prevenzione del contagio dell’AIDS in Africa, evocano dilemmi etici e suscitano reazioni negative da parte del mondo medico scientifico, rinnovando gli attriti tra fede e scienza.
Oppure, verso la conclusione del libro, Politi ci pone di fronte al problema della pedofilia nel clero e dei ritardi culturali e disciplinari con i quali la Chiesa, e la Curia romana in particolare, hanno affrontato questa dolorosa piaga.
A tutti i passaggi fa da sfondo un’analisi dei sistemi di governo del Vaticano, delle difficoltà decisionali, delle figure scelte da Benedetto XVI, quali suoi più stretti collaboratori, delle impasse incontrate nella comunicazione e nei rapporti con i media,
Al papa Politi riconosce un alto profilo teologico e culturale, che traspare soprattutto nei suoi libri, nei suoi insegnamenti e discorsi, una lucidità razionale nell’argomentare, una profonda devozione personale, un carattere affabile ed ironico, sia pur venato di timidezza, una fermezza mite, una notevole capacità di predicare e di annunciare il Vangelo. Si chiede però se queste indubbie doti siano sufficienti a caratterizzare il programma di un papato adeguato ai problemi del nostro tempo e della Chiesa dell’inizio degli anni 2000.
Il libro è stato presentato al Veritas il 3 febbraio da Don Rinaldo Fabris, noto biblista friulano, alla presenza dell’autore.
Fabris ha ripercorso le tematiche del libro richiamando in particolare la necessità e dell’urgenza di una revisione dell’istituzione del papato secondo le esigenze già espresse da Giovanni Paolo II nell’enciclica Ut unum sint e nell’adozione di una maggiore collegialità nelle attività di governo della Chiesa.
Emerge a parere di entrambi gli interlocutori anche la necessità di una riattivazione di un dialogo tra la Chiesa e il mondo, non basato su analisi preconcette e giudizi schematici, ma sull’incontro e l’ascolto della pluralità delle culture e delle istanze che pervadono una società mondiale sempre più mobile, interconnessa e dai confini incerti. Forse solo così la crisi potrà rivelare le tensioni e le fecondità generative che covano al suo interno e offrirsi a noi come tempo opportuno e non come inevitabile decadenza.
Dario Grison