13/05/2015 – Conferenza: “La Sura Mariam”
Mercoledì 13 maggio alle ore 18.30 ultimo incontro dedicato al tema Continuità e Discontinuità su: “La Sura Mariam”, relatore Ahmad Ujcich, portavoce del Centro Culturale Islamico di Trieste.
“Il Corano conferisce il titolo della Sura 19 a Maria (Mariam – XIX), madre di Gesù. Approfondiremo in particolare la parte iniziale di questo capitolo dedicato a Maria e Gesù e alle figure di Zaccaria e Giovanni Battista (vv.1-36). Obbiettivo dell’incontro consisterà nel mettere in luce l’eccellenza spirituale di Maria nel quadro della Sapienza provvidenziale divina riconoscendone un punto reale di contatto tra il mondo cristiano e quello musulmano.
Per il commento si farà riferimento ai commentari classici, principalmente Ibn Kathir (m. 1373) e ad alcune considerazioni tratte da Ibn al Arabi (m.1240), Qaysari, Qashani (m.1335), maestri del sufismo”. Ahmad Ujcich
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Articolo sull’incontro
Nell’occasione del mese dedicato a Maria Santissima Madre di Gesùabbiamo potuto constatare con stupore che nel Corano, il libro sacro dei musulmani, vi èun intero capitolo intitolato a Maria (Mariam), la Sura 19.
La Provvidenza si manifesta tramite la venuta dei Profeti che incontriamo in questo capitolo, quali Zaccaria, Giovanni Battista, Maria e suo figlio Gesù, e la saggezza con cui si esprimono nel mondo èmanifestazione della misericordia divina.
Il capitolo inizia dalla figura di Zaccaria “Questo è il racconto della Misericordia del tuo Signore verso il Suo servo Zaccaria (19,2)”, che si rivolge con accorata preghiera a Dio per avere la grazia di un figlio.
Èemerso che la figura del profeta ècaratterizzata da un’intensa vita di preghiera, di un saldo rapporto personale con Dio, a cui il profeta puòrivolgersi direttamente tanto da ricevere una risposta “udibile”, infatti Dio “rispose (19,9-10)”. Importante notare che il profeta Zaccaria, “invocò il suo Signore con una invocazione segreta(19,3)”, una richiesta che nasce dal profondo del suo cuore, una voce quindi cara a Dio.
La preghiera di Zaccaria viene ascoltata e nasce Giovanni Battista “amorevole con i suoi genitori, né violento, né disobbediente (19,14)”, descritto come un uomo caratterizzato da tenerezza e purezza, inoltre “timorato (19,13)” ossia obbediente a Dio. Moriràmartire e perciòvive presso il suo Signore (19,15).
Nel capitolo 3 si narra della famiglia di ‘Himrān. La madre di Maria avendo fatto voto a Dio di offrire al Suo servizio il frutto del suo grembo affida la figlia, rimasta orfana del padre, alle cure di Zaccaria sacerdote del Tempio. Maria viene cresciuta nel Tempio e dedicata completamente al servizio divino.
Maria, secondo i commentatori, viveva nel tempio cibandosi di “frutti d’inverno in estate e frutti d’estate in inverno”, viveva cioèdi preghiera e Dio stesso le forniva cibo in abbondanza.
Maria si ritira “ad oriente (19,16)”, ossia in preparazione alla preghiera, inoltre in profonda relazione con Dio e in intima concentrazione “tese una cortina tra sé e gli altri 19,17”. Le fu inviato lo Spirito Divino “il NostroSpirito che assunse le sembianze di un uomo perfetto 19,17” e concepìl’uomo e profeta Gesù.
Maria, prossima al parto si rifugia “in un luogo lontano 19,22”, le doglie le giungono quando si trova vicina ad una palma, dalla quale cadono frutti perchépossa nutrirsi “scuoti il tronco della palma: lascerà caderesu di te datteri freschi e maturi 19,25”. Per procurarsi il cibo deve scuotere la palma, ricordiamo che quando viveva nel tempio completamente dedicata a Dio il cibo le veniva in abbondanza senza alcuna fatica. I commentatori ritengono che adesso ha modificato la sua condizione spirituale, la nascita del figlio e la maternitàla distolgono da Dio pertanto deve compiere un atto, una piccola fatica per procurarsi il cibo.
Mentre si trova presso la palma una Voce, i commentatori precisano forse l’arcangelo Gabriele o piùprobabilmente quella del neonato Gesù, la rassicura e la istruisce su come comportarsi. Tornata con il bambino dalla sua gente (ossia dai parenti di Zaccaria) èduramente accusata e viene difesa, avendo lei fatto voto di silenzio dietro suggerimento divino, da Gesùil neonato, che proclama anche la propria missione profetica (19,24-30).
Da notare che anche Maria, prediletta da Dio e profetessa, si rivolge a Dio che le risponde personalmente in virtù del profondo rapporto frutto della preghiera “il tuo Signore 19,24”.
Maria viene discolpata da Gesùstesso nella culla, perchéGesù, riconosciuto profeta eccezionale e in quanto servo, quindi massimo tramite di Dio,èfin dalla nascita dotato rispetto alla parola, perchénasce dalla Parola divina, “[Ma Gesù] disse: In Verità, sono un servo di Allah. Mi ha dato la Scrittura e ha fatto di me un profeta 19,30”.
Concludiamo con le parole di Gesùnel Corano “In verità, Allah è il mio e vostro Signore, adorateLo! Questa è la retta via”.
Arianna Ius