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25/03/2015 – Conferenza: “Sinodo 2014. Un nuovo linguaggio per raccontare la famiglia”

Autore // veritas
Postato il // 07 feb 2015

Mercoledì 25 marzo 2015 alle ore 18.30, conferenza: “Sinodo 2014. Un nuovo linguaggio per raccontare la famiglia. La discontinuità affettiva”, relatore p. Giacomo Costa S.I., direttore di Aggiornamenti Sociali.

“La famiglia tenuta come in un ideale abbraccio, tra il Sinodo straordinario dell’ottobre 2014 e il Sinodo generale del 2015. Un percorso originale che vede coinvolte e interpellate tutte le componenti ecclesiali e non solo. Nella scelta della famiglia, con le sue sfide inedite e le grandi risorse, la Chiesa respira a pieni polmoni, per se stessa e per tutta l’umanità.

Il vangelo sulla famiglia è la buona novella dell’amore divino che va proclamata a quanti vivono questa fondamentale esperienza umana personale, di coppia e di comunione aperta al dono dei figli, che è la comunità familiare. Il magistero della Chiesa sul matrimonio va presentato e offerto in modo comunicativo ed efficace, perché raggiunga i cuori e li trasformi secondo la volontà di Dio manifestata in Cristo Gesù”. (Pontificio Consiglio per la Famiglia)

Per approfondimenti consultare il sito del Pontificio Consiglio per la Famiglia:

http://www.familiam.org/famiglia_ita/chiesa/00005682_Sinodo_sulla_famiglia.html

Giacomo Costa, nato a Genova nel 1967. Dopo la laurea in DAMS-Musica all’università di Bologna e il servizio civile presso l’Associazione San Marcellino per i senza dimora entra, nel 1992, nella Compagnia di Gesù. Oltre agli studi in filosofia e teologia consegue un master in sociologia politica e morale con Luc Boltanski presso l’EHESS (Ecole d’Hautes Etudes en Sciences Sociales) di Parigi, vivendo e lavorando al tempo stesso nelle periferie della città, a Saint-Denis. Dal 2004 al 2006 è stato membro dell’Istituto di formazione politica Pedro Arrupe di Palermo, nello staff del Master in “Governance e sviluppo territoriale”.

Dal 2005 entra a far parte della redazione di Aggiornamenti Sociali(www.aggiornamentisociali.it) di cui è successivamente Capo redattore (2007) e Direttore (2010), succedendo a p. Bartolomeo Sorge. Dal 2008 è anche Presidente della Fondazione Culturale San Fedele di Milano (www.sanfedele.net), istituzione impegnata dal dopoguerra nel dialogo con la cultura e la società, articolando fede e giustizia. Ha curato le ricerche La solidarietà frammentata. Le leggi regionali sul welfare a confronto (Bruno Mondadori 2009) e Diritti in costruzione. Presupposti per una definizione efficace dei livelli essenziali di assistenza sociale (Bruno Mondadori 2012).

Articolo

Il Sinodo sulla famiglia

Il 25 marzo si è svolta la conferenza sulla discontinuità affettiva: “Sinodo 2014. Un nuovo linguaggio per raccontare la famiglia”. Relatore il p. Giacomo Costa S.I., direttore di Aggiornamenti Sociali.

Padre Giacomo Costa S.I. ha affrontato il tema della discontinuità affettiva partendo dai lavori del Sinodo sulla Famiglia: un percorso, come ha tenuto a sottolineare, tuttora in svolgimento.
Il 9 dicembre 2014 sono stati pubblicati i “Lineamenta”. Essi costituiscono la base per la XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo, che si celebrerà dal 4 al 25 ottobre 2015, sul tema: “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”.

Qui il testo dei “Lineamenta: http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20141209_lineamenta-xiv-assembly_it.html

Padre Costa ha dedicato gran parte della sua relazione ad illustrare lo stile del Sinodo stesso, che si svolge a 33 anni di distanza dall’Enciclica “Familiaris Consortio” di Giovanni Paolo II. Ha sottolineato in particolare l’attenzione dedicata al linguaggio. Si tratta di un elemento fondamentale che definisce l’orizzonte della sfida lanciata dalla evoluzione in atto nelle relazioni familiari.

Con la scelta del linguaggio si decide il senso del messaggio che la Chiesa affida alla famiglia. Non si tratta di “mettersi d’accordo” sulle regole, mercanteggiando tra rigore e modernità, quanto piuttosto di attuare una ri-comprensione ed una ri-articolazione del complesso universo delle relazioni famigliari.

La scelta della sinodalità sottolinea la chiamata a “mettersi in cammino” di nuovo; in qualche modo – ha rimarcato Costa – dopo il Concilio Vaticano II si è verificato un blocco, un’impossibilità di parlare, stretti tra rigidità dottrinale e buonismo acritico. La Chiesa per non essere “fortino assediato” ha bisogno di ridiventare luogo di incontro, sia nel dibattito interno, sia nel porsi di fronte al mondo come punto di riferimento per chi è in ricerca di senso.

Nei 33 anni che ci separano dalla “Familiaris Consortio” – ha ricordato p. Giacomo Costa – l’orizzonte delle relazioni famigliari si è ulteriormente complicato. Alle tematiche della contraccezione e del divorzio si sono aggiunte quelle della procreazione assistita e delle coppie omosessuali. Tali sfide rischiano di essere affrontate in modo ideologico, ricadendo nella spirale della contrapposizione non solo tra la Chiesa ed il “mondo” ma anche allo stesso interno della Chiesa.

La questione della composizione armonica delle discussioni all’interno della Chiesa è cruciale nel comunicare al mondo la “Buona Notizia” sulla famiglia. Papa Bergoglio ha ribadito la fiducia nel “sensum Fidei” teologicamente inteso: quando la Chiesa è “insieme”, “non sbaglia”. Occorre quindi che ciascun battezzato si senta interpellato ad esprimersi, non individualisticamente ma come parte di un popolo in cammino, per discernere cosa vuole da noi, qui e ora, Dio dalla Chiesa.

Qui si vede molto bene la “Ignazianità” di papa Francesco, che parla di “consolazioni e desolazioni” sulla famiglia, che via via si presentano mentre è in corso il lavoro sinodale. Esso rappresenta un autentico “esercizio”, un momento di crescita.

Rispetto ai contenuti del documento, padre Costa ha evidenziato come i mutamenti delle relazioni familiari nella prima parte siano stati affrontati avendo bene in mente i cambiamenti nell’ordine sociale che essi stessi hanno innescato. Viene poi messa in luce la grande rilevanza delle relazioni nella vita degli uomini: esse stesse fanno parte di un orizzonte di senso che ciascuno ricerca, non credente o credente, di qualsiasi credo religioso.

Si vede quindi la centralità del tema delle relazioni nell’annuncio cristiano. Le relazioni, in particolare quelle famigliari, sono una modalità speciale attraverso la quale Cristo si comunica all’umanità.

Nel documento viene dato particolare risalto alla “gioia cristiana”. Nella gioia del vivere insieme degli sposi si rende visibile l’amore di Cristo per l’umanità. È a partire da tale luce che si dipana il messaggio della Chiesa sulla famiglia.

Le sfide poste dalla modernità vanno quindi affrontate con questo sguardo luminoso, per cogliere la fiammella della carità anche nelle situazioni più complesse. “Seguendo lo sguardo di Cristo, la cui luce rischiara ogni uomo (cf. Gv 1,9; Gaudium et Spes, 22) la Chiesa si volge con amore a coloro che partecipano alla sua vita in modo incompiuto, riconoscendo che la grazia di Dio opera anche nelle loro vite dando loro il coraggio per compiere il bene, per prendersi cura con amore l’uno dell’altro ed essere a servizio della comunità nella quale vivono e lavorano” (Relatio Synodi n.25).

Il percorso è tutt’altro che definitivo. Il passo principale tuttavia è stato compiuto: l’aver riaperto il confronto per giungere ad un riconoscimento condiviso di un bene, a partire da qualsiasi condizione in cui si trovino le persone.

Tiziana Melloni

 

 

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